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09 Mag

Genitori per sempre

Osservando numerosi gruppi famigliari - da quelli piacevolmente funzionali a quelli critici, faticosi o, purtroppo patologici - mi sono resa conto di quanto "La differenza la fanno le persone", come mi ha suggerito ieri un'amica nel descrivermi una particolare situazione di coppia.
Il ruolo dell'essere genitori è per sempre, ma il suo esercizio richede abilità, sensibilità, talvolta adattamenti.
Per motivi di lavoro, o per la separazione dei genitori, esistono bambini e ragazzi che devono adattarsi a vivere con genitori dislocati, condividere e crescere all’interno di una famiglia allargata. La differenza tra vivere bene e male dipende dalle persone, dal loro equilibrio e senso di responsabilità.
Spesso i genitori, quando si trovano a dover affrontare combiamenti di vita, hanno dubbi, preoccupazioni, perplessità, hanno necessità di capire come possono esercitare l'essere genitori, lontani o in situazioni di conflittualità con il partner.
Il concetto di famiglia si evolve per i numerosi cambiamenti sociali e culturali e la costruzione di nuclei famigliari ricomposti o allargati, richiede adattamento a nuove forme di convivenza.
Per questi motivi ho pensato di condividere le mie riflessioni scaturite dall'osservazione e dalla ricerca di risposte a quesiti frequenti.

E’ possibile vivere bene in una famiglia allargata?
Certamente! E’ possibile, anzi è auspicabile. Accade quando i genitori sono dislocati, lontani e quindi non contemporaneamente presenti nella quotidianità dei figli, ma sanno essere vicini emotivamente e adattarsi ai cambiamenti della loro vita, sanno aiutare i figli a crescere con legami forti e solidi, nonostante la distanza, evitando di soffocarli con un insano senso di possesso.
Quando si vive lontani dai figli bisogna impegnarsi di più a mantenere il contatto con loro (oggi le videochiamate in parte aiutano a farlo), prendersi il tempo di vacanze e momenti dedicati solo ai figli, preoccuparsi più di vivere momenti ed esperienze con loro, piuttosto che pretendere e far viaggiare i figli in week end alternati, per poi lasciarli soli davanti alla televisione o forzarli bruscamente a vivere con nuovi partner o fratelli acquisiti.
Occorre far sentire loro il supporto e la vicinanza emotiva, ma anche mantenere aperto il dialogo con l'altro genitore che vive la quotidianità dei figli.
Solo chi è responsabile e consapevole del fatto che si è a vita genitori, riesce a porre buone fondamenta alla famiglia allargata, creando una buona e funzionale interazione tra genitori, per non creare inutili e dannose sofferenze ai figli.
 
Come vivono i bambini le separazioni?
Non tutti i bambini soffrono, dipende dall’età e dalle condizioni di separazione, ma i genitori devono essere attenti e preparati a diminuire il rischio di patologie quali depressione, ansia o problemi legati allo sviluppo dell’autonomia e della capacità di cooperare. La neuropsicologia forense e gli studi nell’ambito della psicologia giuridica evidenziano come il protrarsi di accesi conflitti famigliari, i maltrattamenti, l’esclusione o la negazione di un genitore aumentino fattori di rischio, immediati e futuri, per i figli.
Anche nelle separazioni conflittuali fra i coniugi c’è sempre un interesse comune, nonostante i disaccordi: il benessere dei figli è un dovere per entrambi i genitori. Condurre un’efficace mediazione o farsi aiutare a ritrovare serenità e lucidità riducono sia i costi della separazione (anche quelli emotivi), che i fattori di rischio per i figli.
 
Esistono alcune pratiche virtuose o errori da evitare?
Certamente sì, anche se ogni famiglia ha caratteristiche diverse. Come diceva Tolstoj “Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”.
Le pratiche virtuose dei genitori in famiglie allargate nascono dalla sperimentazione di ciò che produce miglioramento e dalla correzione progressiva di errori. Alcune prassi sono basilari, proprio come le fondamenta di una nuova costruzione.
Eccone alcune:
- Separare l’insoddisfazione della coppia dalla responsabilità come genitori e farsi aiutare se non ci si riesce.
- Assumersi le responsabilità genitoriali, senza logorarsi in sensi di colpa o perdere tempo nell’incolpare altri della separazione, ove non è possibile continuare a vivere insieme.
- Comunicare la separazione direttamente (non tramite messaggi) e possibilmente insieme con un linguaggio appropriato all’età del bambino; non aspettare che capiscano da soli, lasciandoli con dubbi o pensieri confusi, che potrebbero spaventarli o farli sentire in colpa.
- Sorvolare o tenersi per sé i dettagli di un tradimento, per proteggere i figli dalla rabbia, che il genitore tradito potrebbe avere nei confronti dell’altro, e non trascinarli dentro al conflitto genitoriale, al dolore e alla frustrazione per la rottura della relazione.
- Consentire ai figli di mantenere un legame con il genitore lontano, senza distruggerlo con risentimenti e commenti offensivi. Il genitore non può essere sostituito da altri, salvo il caso in cui per gravi motivi perda la potestà genitoriale. Questo significa cercare di mantenere un dialogo civile e rispettoso anche con un partner con cui si è deciso di non vivere più.
- Evitare di condividere commenti e sfoghi distruttivi sui social o pubblicare foto e commenti su stati emotivi e nuove relazioni. I figli non sono stupidi e i più sensibili non gradiscono l’ostentazione di sentimenti in pubblico.
- Mantenere la privacy e coinvolgere il minor numero di persone possibili nel conflitto. Parlare troppo del conflitto in genere lo alimenta e mette in difficoltà i figli.
- Definire i confini nella coppia che si separa e assegnare lo spazio e il tempo dedicato ai figli (nelle nuove abitazioni, nelle vacanze). Ad eccezione dei casi di gravi violenze e maltrattamenti, impegnarsi a farlo, a cercare un accordo, a trovare alternative, logistiche ed economiche, prima di delegare ad avvocati o alla giustizia la decisione su come, dove e con chi dovranno vivere i figli.
- Consentire un progressivo adattamento dei bambini alla nuova situazione (che per loro potrebbe non essere piacevole) e lasciare che prendano confidenza con i nuovi partner, senza imposizioni e senza confusione di ruoli, perché non si può creare un legame per forza.
- Ricordare che il nuovo partner - anche fosse la persona migliore al mondo - non gode della proprietà transitiva ("se piace a me, deve piacere anche a te"), quindi pazientare e accettare che sia rifiutato dai figli. I legami e la fiducia di costruiscono nel tempo.

L’armonia in un sistema famigliare è frutto di ricerca, di impegno, di un’alchimia di fattori che si intrecciano. La famiglia, la scuola, i gruppi sociali, possono educare al rispetto, alla convivenza, e sviluppare nei bambini e nei ragazzi la capacità di riorganizzarsi di fronte a cambiamenti di vita. Per aiutare i figli a vivere in una famiglia allargata l’amore per i figli non è sufficiente. Entrambi i genitori dovrebbero sviluppare sensibilità, spirito di adattamento, disponibilità, intelligenza, quest’ultima intesa sia come capacità di comprendere e dare significato all’esperienza che come abilità di connettersi agli altri in maniera efficace, costruttiva e socialmente compatibile, imparando ad accrescere la nostra intelligenza sociale.
Essere genitori è un diritto, ma anche un dovere. Convivere serenamente è possibile, ma per farlo occorre impegnarsi e trovare la motivazione: il benessere dei figli, di se stessi e delle persone con cui si vive.
 
Per approfondimenti: Famiglie allargate. Consigli pratici per una convivenza serena

© post di Roberta Mariotti rmariotti@consulenzastrategica.com


 
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