Liberaci dallo stress

E’ possibile intervenire sul benessere psicofisico perché lo stress non è una malattia ma l’effetto del nostro adattamento – più o meno funzionale – a sollecitazioni di varia natura, interne o esterne a noi, che definiamo agenti stressanti.
Quando un agente stressante perturba l’omeostàsi (ovvero la capacità di mantenere un equilibrio interno quando variano condizioni esterne) si attivano automaticamente in noi delle reazioni regolative neuropsichiche, emotive, locomotorie, ormonali e immunologiche, predisposte per farci reagire efficacemente all’evento stressante, per il tempo necessario a superarlo. E’ questo il motivo per cui quando siamo impegnati a correre per scappare da un pericolo, alcune funzioni (come ad esempio quelle legate alla crescita, alla digestione, alla riproduzione) si bloccano per fornire ai muscoli tutta l’energia sufficiente alla corsa. I progetti di costruzione e riparazione cellulare sono rimandati a quando avremo superato il pericolo. Il nostro adattamento a eventi stressanti suscita reazioni funzionali alla sopravvivenza, ma potrebbe anche produrre risposte disfunzionali in caso di stress prolungato o di costante stato di allerta: vivere come si fosse sempre in emergenza ha conseguenze dannose per mente e corpo.
Quali sono i campanelli di allarme, che evidenziano la presenza di un possibile stato di stress?
I più frequenti sono ansietà, agitazione, stanchezza, debolezza e affaticamento fisico o mentale (pensieri rimuginanti, dubbi), insonnia, confusione, perdita di concentrazione, irritabilità, tachicardia, problemi gastrointestinali, inappetenza o fame compulsiva, problemi sessuali. Sì, avete capito bene, problemi sessuali (perché quando gli uomini sono stanchi e stressati difficilmente riescono ad avere prestazioni sessuali soddisfacenti.
Quindi se siamo stressati, cerchiamo di non accanirci troppo nella ricerca di una buona performance sessuale, non peggioriamo la situazione prendendocela con il partner: lasciamo riposare il partner esausto o chiediamo di lasciarci riposare,  di occuparsi di bambini che strillano o incombenze domestiche, mentre cerchiamo di recuperare la nostra efficienza e il nostro appeal.
A volte è sufficiente interrompere la nostra attività fisica e consentirci di ricaricarci per allentare lo stato di tensione ed essere di nuovo in efficienza il giorno seguente, a volte dobbiamo invece imparare come non andare in accumulo di tensione, come delegare per non sovraccaricarci di lavoro o come alimentarci meglio per tenerci in forma.
Riposare bene è anche fondamentale per consentire alla nostra mente inconscia di rielaborare dati e informazioni durante il sonno… magari al mattino al risveglio sarà propria la mente inconscia a far emergere quell’idea che stavamo cercando.
Grazie ai rivoluzionari progressi della medicina oggi non andiamo più a dormire con il pensiero assillante di morire di denutrizione o tubercolosi, tuttavia ci può capitare di coricarci con il pensiero di dover affrontare la mattina seguente qualcosa che preoccupa come un esame, una gara, un appuntamento decisivo. Sappiamo di aver bisogno di un sonno ristoratore, ma i nostri occhi faticano a chiudersi e la nostra mente continua a rimuginare senza sosta. Più cerchiamo di rilassarci e di non pensare, più ci ritroveremo con gli occhi sbarrati, sempre più tesi e svegli. In questo caso non siamo in pericolo di vita, lo sappiamo, ma stiamo subendo uno stressor mentale. La nostra mente sta cercando di trovare risposte rassicuranti, che non potranno mai essere soddisfacenti, perché non possiamo prevedere fino in fondo cosa accadrà domani, se però continuiamo a pensarci, abbiamo una certezza: è facile che la mancanza di un sonno ristoratore ci porterà ad affrontare la nostra prova male perché non siamo in perfetta efficienza fisica e psichica. 
Ogni reazione inappropriata o prolungata a qualunque stimolo stressante e potenzialmente nocivo può costituire per noi una minaccia. Riconosciamo dunque se siamo in una situazione di stress acuto o prolungato.
Nello stress acuto, di qualunque natura esso sia (anche fortemente stressante come una calamità naturale), l’allenamento regola la nostra reazione adattiva e ci aiuta ad affrontare il pericolo in modo più funzionale.
Rispetto invece a uno stress prolungato nel tempo, dobbiamo capire quando e come lasciare la tensione.

E’ bene non sottovalutare mai i segnali negativi che lo stress prolungato produce nel nostro corpo, come ad esempio, perdita di sonno, difficoltà digestive, tensioni, tachicardia, etc.

Il mio consiglio è chiedere aiuto ad uno specialista,  possibilmente prima che i sintomi si cronicizzino, perché talvolta non è sufficiente rimuovere gli agenti stressanti per ripristinare il normale funzionamento del nostro corpo.

Lo stress non è una malattia, ma l’effetto dell’adattamento del nostro sistema a diversi agenti stressanti.  Riconoscerne le cause non basta: occorre intervenire prontamente e in modo specifico su ogni funzione compromessa e aiutare la persona a ristabilire corrette reazioni. Per questi motivi, non esitate a rivolgervi ad uno specialista non solo per una diagnosi corretta, ma anche per trovare strumenti adeguati a fronteggiare lo stress e a ritrovare il benessere fisico e mentale.


© post di Roberta Mariotti (rmariotti@consulenzastrategica.com)

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